Core localeCore locale BullVerge
È il nucleo che coordina moduli, modelli, risorse e configurazioni locali. Tiene insieme lo stack BullVerge e lo trasforma da insieme di componenti in un sistema coerente, adattabile e pronto alla messa in campo.
Valore operativo: Dà al dispositivo una logica comune: coordina input, moduli, risorse e configurazioni senza appoggiarsi a un sistema centrale esterno.
Ideale per: Dispositivi compatti, kiosk edge e appliance dedicate
Hardware minimo: Raspberry Pi 4/5, CM4 o Linux SBC vicino al target finale, archiviazione locale, interfaccia di sistema
Dove può girare: Rende al meglio su stack Linux a basso consumo controllati da BullVerge; può essere adattato ad altri target con lavoro mirato.
VoceVoice Edge
Porta acquisizione vocale, trascrizione, risposta e passaggio verso gli altri moduli dentro un loop vicino al dispositivo. La voce qui è un’interfaccia utile, non un abbellimento.
Valore operativo: Rende il dispositivo più immediato da usare, più accessibile e più utile quando le mani sono occupate o l’interfaccia tradizionale rallenta.
Ideale per: Assistenti da scrivania, reception, postazioni operative e terminali condivisi
Hardware minimo: Microfono affidabile, speaker, stack vocale locale e profilo audio coerente con il contesto
Dove può girare: Funziona bene su terminali compatti e postazioni dove la voce è più naturale di touch e tastiera.
VisioneVision Edge
Usa camera, acquisizione immagini e lettura visuale per trasformare la visione in uno strumento concreto. Punta su privacy e latenza dell’elaborazione locale dove hanno più senso.
Valore operativo: Permette di leggere, vedere e verificare sul posto con compiti visuali delimitati, misurabili e utili nel contesto reale.
Ideale per: Postazioni visive, stazioni OCR, check-in leggeri e supporto operativo
Hardware minimo: Camera compatibile, stack video stabile, acceleratori opzionali dove davvero utili
Dove può girare: Rende meglio su casi visivi delimitati: lettura documenti, acquisizione guidata, verifica di oggetti o contesti.
ConoscenzaKnowledge Mesh
Organizza documenti, indice e ricerca interrogabile vicino al dispositivo, così procedure, manuali e conoscenza privata restano consultabili dove servono davvero.
Valore operativo: Fa percepire BullVerge come strumento di consultazione reale e supporto operativo, non come chatbot generico.
Ideale per: Appliance documentali, terminali di reparto e box di conoscenza
Hardware minimo: CPU, archiviazione locale, motore di recupero ottimizzato e risorse proporzionate al corpus
Dove può girare: È molto forte dove connettività, policy o tempi di risposta chiedono conoscenza vicina al dato.
Controllo senza contattoHorizon Touchless
Trasforma input visivo locale in selezione, scorrimento e controllo reale dell’interfaccia. Horizon non è una demo di gesture: è un livello di interazione utile.
Valore operativo: Apre un modo diverso di usare kiosk e terminali senza introdurre complessità scenografica fine a sé stessa.
Ideale per: Retail interattivo, hospitality, postazioni condivise e HMI dedicate
Hardware minimo: Camera frontale, display, distanza d’uso coerente, ambiente Linux edge e taratura locale
Dove può girare: Dà il meglio dove igiene, accessibilità, mani occupate o interazione condivisa rendono il touch meno adatto.
IntentiPSIC
È il modulo che aiuta BullVerge a capire istantaneamente cosa la persona vuole fare e quale percorso attivare. Riduce l’ambiguità tra richiesta, comando, consultazione e azione, mantenendo questa lettura vicino al dispositivo.
Valore operativo: Aiuta BullVerge a scegliere il percorso corretto e a rispondere in modo più coerente, evitando letture troppo generiche dell’input umano.
Ideale per: Terminali conversazionali, kiosk interattivi e flussi guidati
Hardware minimo: Core BullVerge attivo, input già collegati e un contesto d’uso abbastanza definito
Dove può girare: Rende meglio dove il sistema deve capire in fretta cosa vuole fare la persona e instradare il flusso giusto senza appoggiarsi a modelli pesanti.
IbridoHybrid Connect
Aggiunge servizi esterni solo dove portano valore reale, lasciando il nucleo locale al centro del sistema. L’ibrido qui è un ponte selettivo, non una dipendenza.
Valore operativo: Arricchisce il prodotto senza spostarne il baricentro verso il cloud o trasformarlo in una dipendenza remota.
Ideale per: Progetti pilota arricchiti, terminali informativi e casi d’uso che beneficiano di rete o servizi remoti
Hardware minimo: Connettività di rete, integrazioni mirate, policy chiare su dati e servizi
Dove può girare: Va usato come ponte selettivo: il locale resta la base, l’ibrido entra dove serve davvero.